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Asini… …Ustica… una storia quasi estinta!

asinello_usticaLe prime raffigurazioni incise sulla roccia che ritraggono l’asino accanto all’uomo risalgono a cinquemila anni A. C. Quindi sono settemila anni che l’asino lavora al fianco dell’ uomo. Ha svolto i lavori più pesanti tirando l’aratro e l’erpice, facendo girare la macina del grano e il frantoio per le olive. Ha trainato carri e slitte e sulla sua groppa è stato caricato di tutto.

Con l’ avvento delle macchine agricole e con il trasformarsi della cultura contadina nel giro di pochi anni è diventato inutile. Nell’era della tecnologia avanzata, meccanica ed elettronica, la possibilità di continuare ad utilizzare gli animali come mezzi per le attività di lavoro è da considerarsi anacronistica e storicamente superata.
L’ asino ormai è a rischio di estinzione, scomparso dai campi, gli ultimi esemplari, divenuti rari, testimoniano un passato lontano, l’iconografia di un mondo irripetibile, di una cultura contadina tramontata. Ha rappresentato insieme al mulo uno dei mezzi di trasporto più sicuro e più antico, utilizzato soprattutto nelle aree montane per la capacità di trasportare notevoli carichi attraverso sentieri angusti e pericolosi. Permetteva di portare la soma fino all’uscio di casa, passando per vie e viuzze tanto strette che il carico rasentava i muri delle case. Gli antichi tratturi, percorsi di montagna per la transumanza, sentieri e strade montane di ogni genere sono stati tracciati dall’asino.
L’asino ha ancora grande importanza presso i popoli mediterranei, ed è stato un antico oggetto di culto presso popoli orientali e africani

Fonte: www.asino.org

asinello_ustica2La ragione del suo successo è che appare mansueto, più mansueto del cavallo, meno caro e meno difficile da mantenere, e soprattutto capace d’infondere la calma in chi lo frequenta.
È un animale a due facce: da un lato, l’elemento istintuale, presente nell’uomo stesso, come evidenziano le vicende dell’Asino d’oro di Apuleio; dall’altro, nella sua versione femminile, l’asino rappresenta l’umiltà, come mostrano i Padri del deserto, i quali lo usavano memori della cavalcatura utilizzata da Gesù nel suo ingresso a Gerusalemme. Pace, povertà, disponibilità, ma anche coraggio: l’asino è decisamente un simbolo positivo.

Oggi ad Ustica l’asino è ancora “sfruttato”, ma in maniera sempre più rara, anche se c’è la possbilità di poter fare delle escursioni di gruppo nelle stradine non percorribili con mezzi ordinari. Un ritorno al passato, un momento di quiete e di relax nel trambusto quotidiano.

…Natura…

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